Manifesto
Sono Federico, vivo all’estero e faccio un lavoro che non c’entra con quello di cui voglio scrivere. Tempo fa, come molti, avevo uno (e più) blog in cui scrivevo di tutto. Come tutti, ho smesso, e mi sono spostato sui social. Poi i social sono cambiati, l’illusione che fossero uno spazio di produzione e condivisione di contenuti, che fossero gli eredi di quei blog, si è scontrata contro la realtà della monetizzazione, e ora sono luogo di somministrazione di contenuti selezionati (e sempre più spesso generati) da un algoritmo.
Questo blog si basa su due ipotesi. La prima è che non sono una persona sufficientemente originale per avere idee originali; se penso qualcosa, probabilmente la pensiamo in molti e dunque esiste un pubblico1 per quello che scrivo.
La seconda è che la ricerca della monetizzazione sia la causa di molte cose che non mi piacciono2. Per poter monetizzare, direttamente o indirettamente3, devi reagire al tema del giorno, devi farlo nel frame fornito dall’algoritmo e devi dire quello che il pubblico, o la parte di esso a te assegnata, si aspetta. Devi produrre contenuti regolarmente e continuamente, e dunque devi ripeterti, pubblicare robaccia o plagiare4; in breve, finirai a mettere fuori cose di cui non puoi essere orgoglioso. Rinunciare esplicitamente alla monetizzazione, anche quella indiretta3, ti libera da questa dinamica.
In breve, in questo blog parlo di quello di cui voglio parlare (e quando lo voglio io) e lo faccio rinunciando a priori a qualsiasi forma di monetizzazione. Non ci sono cookie di tracciamento o plug-in invasivi, avrete notato l’assenza di cookie banner e la velocità con cui si carica ogni pagina, posso a malapena sapere quante volte viene letto un pezzo con GoatCounter5. In linea con le raccomandazioni della Free Software Foundation, ogni pezzo è pubblicato con licenza CC BY-ND 4.0: può essere riprodotto in forma integrale, senza alcuna modifica, da chiunque, per qualsiasi scopo, senza darmi un euro.
Ora, non vorrei che sembrasse che mi sento stocazzo. Non penso che niente di quello che ho scritto verrà letto da più persone di quante leggono i miei tweet. Sono uno dei tanti per cui la scrittura, o comunque la produzione di contenuti, non sarà mai una carriera e mi piacerebbe che cominciassimo a comportarci di conseguenza, invece di scimmiottare chi di queste cose ci campa.
Ridotto in percentuale, ma potenzialmente non minuscolo in numero. ↩︎
E, per il motivo di cui sopra, non piacciono probabilmente neanche a molti altri. ↩︎
Cercare di crescere il pubblico nella speranza di forse un giorno riuscire a vendergli un libro o usare quel numero per trovare un lavoro diverso è monetizzazione indiretta. Lo è anche se non ci riesci e non ci riuscirai mai. ↩︎ ↩︎
Esiste una industria di gente che legge articoli de Il Post, a loro volta traduzioni di articoli stranieri, di fronte ad un telefono e li posta su Instagram. ↩︎
E sono pronto a rimuoverlo nel momento in cui dovessi trovarlo troppo invasivo. ↩︎